Migranti: Anci, dialogo tra prefetture e sindaci, Ue faccia sua parte

(DIRE-SIR) – “Nel 2016 sono stati fatti grandi passi in avanti verso un sistema di accoglienza sostenibile e diffuso sul territorio, puntando all’allargamento della rete dei Comuni dello Sprar”. Così il sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni, durante la presentazione del nuovo “Atlante Sprar 2016” presentato oggi a Roma dalla direttrice del Servizio centrale dello Sprar, Daniela Di Capua, e dal presidente di Cittalia, Leonardo Domenici. “Siamo partiti da un dato di fatto- prosegue il primo cittadino- l’esigenza di dare una risposta al disagio dei sindaci e delle comunità rispetto ad un’accoglienza spesso disordinata, in strutture alberghiere che allarma le comunità. I primi risultati cominciano ad arrivare grazie ai progetti presentati questa primavera e ai molti Comuni che hanno già deliberato l’adesione e stanno procedendo a presentare domanda allo Sprar. I risultati che presentiamo oggi – aggiunge Biffoni – sono stati raggiunti grazie ad un grande impegno istituzionale da parte di Anci e delle Anci regionali, che ha permesso, in un vero e proprio percorso di ‘porta a porta’, di incontrare più di 700 comuni sostenendoli nel dialogo con le prefetture e con la cittadinanza”. Per Biffoni è “però fondamentale che i Comuni si facciano parte del sistema, affinché gli arrivi siano equamente ripartiti sui territori nel rispetto di chi arriva e delle comunità che accolgono. Il dialogo tra le prefetture e i sindaci è dunque imprescindibile. Noi vogliamo una accoglienza ed integrazione di qualità”.
Il delegato Anci ricorda il ruolo dell’Europa: “Al grande sforzo del nostro Paese deve accompagnarsi anche l’impegno degli altri Stati. Va rafforzata la nostra capacità di fare i rimpatri così come le azioni internazionali a fianco dell’Italia nelle zone interessate affinché’ si riducano le partenze”. Il segretario generale Anci, Veronica Nicotra, rimarca l’impegno dell’Associazione. “Come Anci – osserva – crediamo che esiste un problema molto grande che impatta sulla vita delle comunità e sui sindaci, ne abbiamo registrato il disagio ed abbiamo deciso di fare la nostra parte per dare una risposta. Pensiamo che si possa fare accoglienza ed integrazione in modo ordinato senza attendere che finisca l’emergenza. Abbiamo ottenuto per i Comuni che presentano i progetti Sprar la clausola di salvaguardia che vuol dire rispetto di una percentuale di presenza equilibrata. I sindaci non sono obbligati a presentare i progetti, possono attendere come dire gli eventi ma noi ci siamo sforzati di fare una proposta per un sistema di accoglienza sostenibile e attraverso il ruolo dei Comuni capace di assicurare la qualità del controllo delle presenze”. In questa direzione, continua, “significativo è quanto previsto nel decreto Mezzogiorno in cui si stabilisce un maggior contributo per ogni persona in accoglienza, pari a 700 euro, per i Comuni della rete Sprar e 500 euro per i Comuni sedi di Cara o Cas. Altro importante successo- chiude Nicotra- è la deroga per le assunzioni a tempo determinato per il personale da impiegare nella gestione dei servizi di accoglienza dello Sprar, un importante risultato che consente ai Comuni di portare avanti concreti percorsi di integrazione”.

(www.dire.it)

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