Fine Ramadan: mons. Nosiglia (Torino), “terrorismo omicida e ogni discriminazione sono una bestemmia contro Dio”

“Il terrorismo omicida e ogni discriminazione e violento rifiuto degli altri sono una bestemmia contro Dio, con gesti che nulla hanno a che vedere con fede e religione”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, portando il saluto alla comunità musulmana torinese riunitasi nell’area del Parco Dora al termine del Ramadan. Riconoscendo che “il Ramadan è stato un tempo di fraternità fondata sul massimo rispetto tra le persone e delle regole comuni che sono anch’esse pilastri della vostra convivenza”, Nosiglia ha rilevato che “questa fraternità e convivenza sono sovente nella nostra società turbate da paura, diffidenza, separatezza da cui nascono le controversie e persino i rifiuti degli altri che seguono culture e religioni diverse”.
“Qualcuno – ha proseguito l’arcivescovo – purtroppo giunge anche a fare della religione uno strumento di violenza e di morte volendo far credere che questa è la volontà di Dio”. “Questo non è vero”, ha ammonito Nosiglia, osservando che “gli interessi economici alimentano la propaganda della divisione, e c’è chi specula sulla paura, chi vuole guadagnare, in tanti modi, dalla divisione dei popoli”. “Sono profondamente convinto che anche le diversità delle nostre religioni possono e devono diventare motivo di arricchimento reciproco”, ha proseguito Nosiglia, perché “se ci conosciamo meglio, se ci rispettiamo di più, se collaboriamo insieme per un mondo più giusto e pacifico, allora sì che si compie quanto Dio ci chiede”. L’arcivescovo ha augurato che “i comportamenti e le idee della pace siano il nostro modello comune per vivere insieme in questa città che appartiene a tutti i suoi abitanti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy