Siria: card. Zenari (nunzio), “porto la carezza del Papa a tutti quelli che soffrono. Serve fine violenza”

Card. Mario Zenari

“Sono andato dal Papa accompagnato da 23 milioni di siriani – cattolici, cristiani, musulmani e di altre religioni – che hanno una grande stima del Papa, che lo ringraziano per tutto quello che fa, e ho portato una grande richiesta: la cessazione della violenza e il bisogno di pace”. Lo ha detto oggi, in un’intervista a Radio Vaticana, il nunzio apostolico in Siria, il card. Mario Zenari, dopo essere stato ricevuto in udienza stamattina da Francesco. “Il Papa non solo prega, agisce a livello internazionale anche con aiuti concreti – ha sottolineato il card. Zenari -. Salutandomi, così, sulla porta mi ha detto: ‘Porti una carezza a tutti i siriani che soffrono’. Purtroppo, questa è una delle priorità urgenti perché più della metà degli ospedali o istituti ospedalieri sono stati messi fuori servizio dalla guerra. Facciamo appello alla generosità di tutti”.
Parlando delle vittime civili – nell’ultimo mese oltre 400 ancora, sotto i bombardamenti – il porporato ha evidenziato: “Purtroppo, sul piano del conflitto adesso le notizie che arrivano dal fronte orientale, da Raqqa e da Deir Ezzor, sono piuttosto preoccupanti. La gente che cerca, che vorrebbe uscire e che non ci riesce… forse bisognerebbe implementare dei corridoi umanitari. Quanto a una soluzione politica, direi che bisognerebbe arrivare prima di tutto a una cessazione della violenza. L’accordo di Astana del 4 maggio scorso prometterebbe bene, anche se qui il condizionale è d’obbligo perché ad attuarlo nella pratica vengono poi i problemi. Quello che si deve cercare di ottenere adesso è la cessazione della violenza. Poi la soluzione politica, questa si vedrà perché è molto lontana: bisogna battere sempre il chiodo e quindi i Colloqui di Ginevra … ma non bisogna nascondersi quanto sia complicata la realtà”. Per Zenari, si tratta di “un conflitto molto, molto complesso, però con l’aiuto della comunità internazionale bisogna arrivare a una soluzione politica. Ma, ripeto, il primo, il primo passo ora dev’essere quello di una cessazione della violenza per permettere gli aiuti umanitari”. “Preghiamo per la pace che è il dono più desiderato in questa zona, in questa parte del Medio Oriente”, ha concluso il nunzio.

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