Sicurezza sociale: Corte di giustizia europea, “gli extracomunitari titolari di permesso di lavoro hanno diritto alla parità di trattamento”. La soddisfazione dell’Asgi

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) esprime “grande soddisfazione” per la sentenza con la quale oggi la Corte di giustizia europea  ha affermato che “i cittadini extra Ue titolari di un permesso che consente di lavorare hanno diritto alla parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di sicurezza sociale in forza dell’art. 12 direttiva 2011/98”. Il giudizio è stato espresso relativamente “al caso – spiega l’Asgi – di una signora ecuadoriana alla quale il Comune di Genova e l’Inps avevano negato l’assegno famiglie numerose”. L’associazione – prosegue la nota – che “ha da sempre sostenuto questa interpretazione oggi fatta propria dalla Corte di giustizia europea e a marzo 2017 dalla Commissione europea nelle proprie Osservazioni nell’ambito di questo caso” osserva che “giunge così a conclusione l’impegno che da anni Asgi porta avanti promuovendo in tutta Italia azioni come quella giunta all’attenzione della Corte europea e volta a garantire la parità di trattamento tra italiani e stranieri nell’accesso alle prestazioni sociali”. “Si tratta di un provvedimento di estrema importanza”, afferma l’avvocato Alberto Guariso che, unitamente ad Asgi, ha patrocinato la causa. “Pur riferendosi all’assegno al nucleo familiare numeroso – precisa – il principio affermato dalla Corte vincolerà i giudici nazionali che dovranno decidere in relazione a problemi simili quali il diritto all’assegno di maternità, al bonus bebè e al premio nascita”. L’Asgi – conclude la nota – “confida che, a seguito della pronuncia della Corte di Giustizia, l’Inps vorrà conformarsi al principio dettato evitando il protrarsi di un contenzioso oneroso sia per la pubblica amministrazione sia per gli stranieri”.

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