Papa Francesco: udienza, saluta i familiari dei militari caduti in missioni di pace

“Un pensiero speciale ai familiari dei militari deceduti in missioni di pace”. A rivolgerlo è stato il Papa, salutando al termine dell’udienza i fedeli di lingua italiana. “Vi sono vicino con l’affetto, il conforto e l’incoraggiamento”, le parole di Francesco, che ha salutato tra gli altri i sacerdoti novelli della diocesi di Brescia, incoraggiandoli a “essere pastori del cuore di Dio”. Nel triplice saluto finale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, Francesco ha ricordato Sant’Antonio di Padova, “insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti”, di cui ieri è stata la memoria liturgica. “Cari ammalati, imitate la linearità della sua vita cristiana; cari ammalati, non stancatevi di chiedere a Dio Padre con la sua intercessione ciò di cui avete bisogno; e voi, cari sposi novelli, alla sua scuola gareggiate nella conoscenza della Parola di Dio”. Salutando, poco prima, i fedeli polacchi, Francesco ha ricordato San Giovanni Paolo II e un brano della sua enciclica “Redemptor Hominis”, particolarmente attinente alla catechesi odierna: “L’uomo rimane per se stesso un essere incomprensibile, se non si incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente”. Al termine della catechesi, tra le persone ammesse al baciamano, c’erano anche la signora Antje Jackelen, arcivescovo di Uppsala e capo della Chiesa luterana svedese, e il vescovo cattolico di Stoccolma, mons. Anders Arborelius, che il 29 giugno sarà creato cardinale da Papa Francesco.

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