Media cattolici: mons. Viganò (SpC), “ridare impulso al grande bacino di settimanali e emittenti radiotelevisive diocesani”

“I media cattolici si trovano dinanzi a una duplice sfida: da un lato saper vivere il cambiamento, adeguandosi agli sviluppi tecnologici e alle esigenze fruitive degli utenti sempre più dinamiche, dall’altro cambiare senza perdersi, senza far venir meno il proprio profilo identitario-valoriale”. Lo ha affermato oggi monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede intervenendo, all’Università Cattolica di Milano, alla nona edizione della Summer School. “Papa Francesco ha chiesto un grande sforzo a tutti i media vaticani affinché si mettano in gioco in un processo di ripensamento e di riqualificazione”, ha spiegato mons. Viganò, aggiungendo che “l’obiettivo è quello di tutelare la storia dei mezzi di comunicazione e le professionalità degli operatori che li animano, ma al tempo stesso trovare il modo di rispondere alle esigenze del tempo e della comunità tutta”. Si tratta, ha precisato, di “un percorso di unificazione in grado di favorire anche una maggiore ottimizzazione delle risorse”.
“La Chiesa cattolica in Italia – ha proseguito il prefetto – sta lavorando a una maggiore integrazione del proprio comparto mediale, rispondendo così anche alle esigenze che vengono dal territorio”. Secondo Viganò, “tra le sfide più complesse e importanti oggi c’è proprio quella di ridare impulso al grande bacino dei settimanali e delle emittenti radiotelevisive diocesani, rimodulando le sinergie con i media nazionali”. “Un cambiamento – ha evidenziato – in cui coinvolgersi non con la paura di perdere terreno, potere o autorevolezza, ma con l’entusiasmo di riacquisire un ruolo informativo e culturale cruciale nonché fecondo”.

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