“Disabilità: riconoscere la segregazione” è il tema della conferenza di consenso in programma il 15 e 16 giugno a Roma per iniziativa di Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) con il patrocinio di Anci, Confcooperative, Federsolidarietà e Lega delle Cooperative (Spazio Europa in Via Quattro Novembre, 14). “Contro la segregazione delle persone con disabilità – spiega la Fish – è necessario un impegno normativo, culturale, politico che necessità di una solida e condivisa premessa etica e scientifica. Una riflessione che consenta di individuare, con opportuna strumentazione oggettiva, quelle strutture che siano da considerare effettivamente segreganti o a rischio di segregazione”. “Quando e a quali condizioni un servizio di carattere abitativo, diurno o riabilitativo per le persone con disabilità può essere definito segregante? Quando può esserne richiesta la chiusura o, quanto meno, la cessazione di accreditamento e finanziamento pubblico?”. questa la domanda “scomoda” e la “sfida definitoria e politica che Fish ha raccolto nella conduzione del progetto ‘Superare le resistenze, partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri delle persone con disabilità’, puntando alla centrale e preliminare individuazione delle ‘strutture segreganti'”. Nel corso del progetto è stata effettuata – da un qualificato gruppo di lavoro con la supervisione di un comitato tecnico scientifico – una ricognizione della letteratura e delle esperienze nazionali e internazionali sulla questione ed è stato compiuto un ampio confronto, aperto a tutte le realtà interessate, attraverso la realizzazione di 15 focus group, in 15 diverse regioni italiane.La conferenza di consenso propone l’esame e la validazione di un documento finale di proposta e di un poster con definizioni ed evidenze relative al concetto di segregazione.