Sale della comunità: don Bianchi (Acec), “curare l’anima” e “compiere opere di misericordia spirituali”

“Attraverso le Sdc siamo chiamati a curare l’anima della comunità” e a “mettere in pratica l’invito di Papa Francesco a compiere opere di misericordia, in questo caso, spirituali”. Non ha dubbi don Adriano Bianchi, presidente Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), che in un’intervista al Sir traccia un bilancio della quinta edizione de “I Teatri del sacro” (Ascoli Piceno, 4-11 giugno) e delle Giornate nazionali delle sale della comunità (Sdc Days , 8 – 11 giugno) appena conclusi. Straordinaria, afferma don Bianchi, l’accoglienza da parte del capoluogo marchigiano alla manifestazione; ottima la risposta del pubblico. “Cinema, teatro, mezzi di comunicazione – spiega – ci consentono di svolgere un prezioso servizio di evangelizzazione e di ‘carità culturale’ tentando di mettere in pratica l’invito di Papa Francesco a compiere opere di misericordia spirituali”. Anzitutto cercando di costruire una cultura “della sopportazione, ossia del ‘sub – portare’, del farsi carico di chi è molesto. Collocato nell’attualità, significa accogliere chi è ‘indesiderato’ come lo sono i migranti”. “Istruire gli ignoranti” e “consigliare i dubbiosi” può invece tradursi nel “suscitare domande, offrire chiavi di lettura e messaggi che orientino, educare ed educarci al discernimento in favore di scelte buone”. Ma, chiosa il presidente Acec, “c’è anche un discorso molto ‘laico’: l’attenzione al pensare, all’interiorità, alla ricerca di risposte alle domande dell’uomo che appartengono a chiunque. L’arte, l’estetica, la bellezza di narrazioni e simboli che prima di muovere la testa muovono la pancia e il cuore, suscitano domande e questo può essere un percorso di prima evangelizzazione. Se non lo diventa, è pur sempre un modo per “preservare” l’umano.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy