Corte di Strasburgo: “non staccare la spina e curare Charlie”. Sul caso del bimbo inglese i giudici rimandano la decisione al 19 giugno

(Strasburgo) Charlie Gard fino al 19 giugno deve essere curato “affinché soffra il meno possibile e conservi tutta la sua dignità nella logica di mantenerlo in vita finché possibile”. Si tratta della seconda “misura provvisoria” quella che oggi ha adottato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo in merito alla controversia sul piccolo Charlie, bimbo inglese di 10 mesi affetto da una rara malattia genetica. I genitori si sono rivolti alla Corte di Strasburgo dopo che due sentenze inglesi hanno dato ragione ai medici del Grand Ormond Hospital di Londra che vorrebbero sospendere le cure e quindi portare alla morte il piccolo. I genitori invece vogliono tentare la strada di una cura sperimentale negli Stati Uniti. Nell’attesa che una commissione composta da sette giudici si esprima in via definitiva del merito del ricorso presentato dai genitori del piccolo Charlie, la Corte europea si avvale di queste “misure d’urgenza che si applicano solo quando c’è un rischio imminente di danno irreparabile” nel tempo che intercorre durante lo svolgimento delle procedure prima del pronunciamento della sentenza della Corte. La misura era già stata applicata il 9 giugno, dopo che la High Court britannica aveva autorizzato la sospensione della respirazione artificiale per Charlie e i genitori del piccolo si erano rivolti alla Corte europea. La sentenza è ora attesa per il 19 giugno. La Corte ha informato altresì che i documenti che compongono il dossier restano non accessibili al pubblico.

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