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Segreteria per la Comunicazione da Papa Francesco: mons. Viganò, “riconoscenza e disponibilità”

“Riconoscenza e disponibilità”. Questi i due “sentimenti” che caratterizzano il lavoro della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede. Lo ha ribadito oggi mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto del Dicastero vaticano, nell’indirizzo di saluto rivolto a papa Francesco, durante l’udienza concessa ai partecipanti alla prima assemblea plenaria della SpC. I presenti, ha affermato Viganò, “hanno accolto con gioia l’invito a essere portavoce, da differenti parti del mondo, delle sensibilità culturali e delle attese dei popoli in un passaggio delicato e, per certi aspetti sofferto, della storia. L’accoglienza e l’ascolto, che continuamente ci offre, Santità, manifestano l’attenzione e l’affetto con i quali ci segue nel cammino di riforma e nel nostro servizio al Vangelo, alla Chiesa, alla Santa Sede e a Lei”. Il prefetto ha ricordato quanto stia “particolarmente a cuore” al Papa “il tema della comunicazione nella Chiesa e della Chiesa”. Al riguardo ha citato una conferenza pronunciata nel 2002 dall’allora card. Bergoglio, in cui “in positivo annunciava la prossimità dei media e in negativo la tentazione dell’estetica disintegrante. In quel contesto lanciava anche due sfide ai comunicatori cristiani: il discernimento della bellezza dei valori di fronte all’immagine vuota di una certa cosmesi tecnologica e l’impegno alla formazione e alla professionalità per un uso competente della tecnologia e dei mezzi di comunicazione”. È una “duplice sfida ancora viva e fortemente attuale”, ha concluso Viganò, confermando l’impegno a “rispondere in modo adeguato” a quanto il Papa “mostrerà come fondamentale per la diffusione del Vangelo, per il bene della Chiesa, per amare l’umanità”.

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