Congresso Fuci: mons. Spreafico, “oggi il pluralismo è stato intaccato dalla paura”

“Sulle sponde del nostro mare sono nate grandi culture e si sono sviluppate le tre grandi religioni monoteiste”. Da questo intreccio parte la prolusione di mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che si è interrogato sul “Mare nostrum” come luogo di contatto o di scontro. “Il loro messaggio – prosegue – ha incontrato etnie, popoli, gruppi, intrecciandosi con il pensiero di altri, oggi questo pluralismo rimane, ma è stato intaccato dalla paura che fa ritirare in se stessi. Ogni libertà vorrebbe escludere l’altra. Così avviene in alcuni paesi del sud del Mediterraneo come anche in quelli della sponda nord. Dal globale ci rinchiudiamo nel locale e nelle illusioni, l’importante è credere che siano reali”. Eppure problemi complessi chiedono risposte condivise e non possono essere elusi, basti pensare che entro il 2050 circa 200 milioni di persone potrebbero migrare per ragioni ambientali. “Si tratta – continua mons. Spreafico – di un momento difficile per il dialogo, soprattutto per le religioni. Dopo l’11 settembre 2001 l’idea dello scontro di civiltà sembra aver conquistato le coscienze della gente. Il terrorismo, la guerra in Siria e il massiccio arrivo di persone in fuga fanno il resto e molti ritengono che il dialogo sia un segno di debolezza. Non a caso Baumann parlava di ‘uno spettro che si aggira per il pianeta, lo spettro della xenofobia’”. Il presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ha ricordato il recente viaggio di Papa Francesco in Egitto, durante il quale il Santo Padre si è rivolto ai leader religiosi invitandoli a camminare insieme, tenendo presenti tre pilastri: “Il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e la sincerità delle intenzioni”.

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