Sport e disabilità: Messori (Nazionale calcio amputati), “in ottobre ai primi europei. Prossimo traguardo Paralimpiadi 2024”

Francesco Messori, studente diciottenne e capitano fondatore della Nazionale italiana calcio amputati Csi, grande ammiratore di Messi, suo idolo incontrato a Barcellona, si sta preparando all’esame di maturità e sta pensando all’università. Alla tavola rotonda del convegno di Scienza & Vita che si conclude oggi a Roma, porta la sua testimonianza. “Sono nato senza la gamba destra – racconta – e per questo la protesi l’ho sempre odiata. Non avendo perso l’arto durante la mia vita non ho mai sentito il bisogno di averlo, e ho deciso di vivere e di giocare a calcio con le stampelle”. Un tempo però le stampelle erano considerate un oggetto pericoloso in campo: “Per questo potevo solo allenarmi e non disputare partite ufficiali”. A sbloccare la situazione è l’incontro con Massimo Achini, penultimo presidente del Csi: “Mi ha tesserato e mi ha permesso di giocare in campionato. Da quel momento è nato il progetto di giocare a calcio con persone amputate come me. Ho iniziato a cercare su Internet se in Italia esistesse qualcosa, ma non c’era nulla. All’estero sì. In Turchia, ad esempio, da anni si svolge un campionato di professionisti”. Di qui l’idea di creare un gruppo su Facebook, “Calcio amputati Italia”. “Ragazzi che giocavano a calcio prima, amputati per un incidente, hanno iniziato a contattarmi – prosegue – e io li aggiungevo”. Raggiunto il numero necessario per creare una squadra, nel dicembre 2012 il Csi l’ha ufficializzata. “Quest’anno – dice Francesco – dal 1° al 10 ottobre parteciperemo ai nostri primi europei. Tra i progetti futuri, l’integrazione del nostro sport nel mondo parilimpico, spero per il 2024″. “Francesco è il primo calciatore amputato che ha giocato anche in una squadra di normodotati”, chiosa Castellano.

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