Islam: mons. Spreafico (Cei), “c’è grande desiderio di pace e di fraternità di fronte alla violenza”

“Ho incontrato recentemente alcuni membri delle comunità islamiche e ho visto che anche in loro c’è questo grande desiderio di pace e di fraternità di fronte alla violenza di alcuni che essi stessi non condividono”. È quanto afferma mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, in un’intervista al Sir in occasione dell’inizio del Ramadan. Ricordando che “non bisogna identificare l’Islam con il terrorismo”, mons. Spreafico rileva che “il terrorismo, purtroppo, c’è ed esiste anche in situazioni dove non ci sono né sono implicati i musulmani”. “Dobbiamo abituarci a ragionare e a capire”, prosegue il vescovo, osservando che “la mancanza di conoscenza e l’ignoranza creano solo paure, impediscono la convivenza, fomentano da una parte i radicalismi, dall’altra i populismi, allontanano il traguardo verso un giusto approccio all’altro, anche se diverso”. Per mons. Spreafico, “chi sfrutta la paura per se stesso e per il proprio gruppo di appartenenza, qualunque essa sia, fa un grande male al Paese, al mondo e anche a se stesso” anche perché “la paura non è mai stata premessa di soluzione dei problemi”. “O noi ci mettiamo nella prospettiva di costruire ponti verso gli altri, oppure la nostra società non ha futuro”, ammonisce il vescovo, per il quale bisogna “educarsi ad avere uno sguardo benevolo verso l’altro”, “cercare di conoscere gli altri prima di giudicare” ed “essere consapevoli che i profughi che vengono dal Nord Africa arrivano da terre da cui non possono fare altro che fuggire”. “Spero che preghiera e digiuno vissuti in questo tempo di Ramadan – conclude – possano portare frutti di pace, di convivenza e amore reciproco”.

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