Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Vertice Nato su difesa, terrorismo e migrazioni. Venezuela, ancora repressioni

Nato: Bruxelles, esordio di Trump e Macron. Vertice segnato da morti nel Mediterraneo e terrorismo

La cronaca internazionale irrompe al vertice Nato in programma oggi a Bruxelles. I 34 morti di ieri nel Mediterraneo (tra cui neonati e bambini, e numerosi dispersi), che portano a 1.500 le vittime del mare dall’inizio dell’anno in fuga verso l’Europa, e l’attentato di Manchester, scuotono l’Alleanza occidentale. Difesa, sicurezza, migrazioni, Siria, Isis saranno in cima all’agenda di una riunione definita “di corta durata, ma importante” da Jens Stoltenberg, Segretario generale dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord. La riunione vedrà la partecipazione dei due nuovi presidenti, l’americano Donald Trump e il francese Emmanuel Macron. All’ordine del giorno figurano anche i “legami transatlantici”, la condivisione degli oneri per la difesa (innalzamento delle spese militari), un maggiore contributo della Nato alla lotta al terrorismo. La Nato, infatti, dovrebbe entrare a far parte della coalizione anti-Isis: la decisione potrebbe essere ufficializzata oggi stesso. Ieri Bruxelles è stata attraversata da un corteo con circa 10mila partecipanti con lo slogan “Trump non è il benvenuto”.

Economia: Moody’s taglia il rating della Cina. Ancora buone notizie per il Pil della Germania

La Cina rallenta la marcia economica, la Germania invece mantiene il ritmo. L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating sovrano della Cina da Aa3 ad A1: non accadeva da 28 anni. Si tratta di una nuova spia, e un effetto, del rallentamento della crescita economica e dell’aumento del debito statale proiettato verso il 40% del Pil per il 2018. Da Pechino non si fa attendere la risposta: il ministero delle Finanze sostiene che il downgrade “sovrastima le difficoltà dell’economia cinese senza apprezzare il tentativo di rafforzare le riforme strutturali per migliorare l’offerta ed espandere la domanda”. Al contrario, l’economia tedesca cresce, trainata dall’export, dal settore delle costruzioni e dalla spesa delle famiglie. Su base annua il Pil sarebbe confermato all’1,7%, con l’export che aumenta dell’1,3%. Positivi anche i dati degli investimenti.

Venezuela e Brasile: proteste e dura repressione. Il procuratore di Caracas accusa la polizia

Aumenta il livello della violenza e della repressione contro le proteste in Venezuela. L’ennesima manifestazione a Caracas contro il presidente Nicolas Maduro ha visto il ferimento di 60 persone. Nelle ultime ore anche due morti, uno a Maracaibo e l’altro a Ciudad Bolivar, uccisi da colpi di arma da fuoco, che portano a 63 le vittime dall’inizio delle mobilitazioni popolari. Ieri le forze dell’ordine sono intervenute pesantemente su giovani e lavoratori presenti nelle strade della capitale venezuelana. Il procuratore generale Luisa Ortega ha tra l’altro affermato che la morte del ventenne Juan Pernalete, lo scorso 26 aprile, “è stata causata dalle forze dell’ordine” e non, come finora sostenuto, da un colpo d’arma da fuoco esploso da manifestanti. Ortega ha dichiarato che, “secondo le conclusioni della nostra indagine, lo studente è morto a causa di un blocco cardiaco causato dall’impatto contro il torace di un oggetto contundente, come questo. Si tratta – ha dichiarato, mostrando l’oggetto – del bossolo di un gas lacrimogeno”. Ma nelle ultime ore anche il Brasile si infiamma. A Brasilia una manifestazione contro il presidente Temer, sotto inchiesta per corruzione, ha visto la partecipazione di 100mila persone. Il governo ha chiamato in campo l’esercito e la mossa ha scatenato violenze e scontri. Sono state date alle fiamme auto, negozi e sette edifici pubblici. Anche la cattedrale è stata assediata. Le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco e un primo bilancio parla di sette feriti.

Italia: cronaca, regolamenti di conti a San Severo e a Napoli. Due giovani morti a La Spezia

Lungo elenco di notizie di “nera” in Italia. Nella sola giornata di ieri si sono registrate sparatorie con vittime, regolamenti di conti, violenze private, suicidi. A San Severo (Foggia) una coppia di coniugi è stata uccisa a colpi di pistola. La donna, Isabella Rotondo, aveva 55 anni; l’uomo, Nicola Salvatore, 56 anni, pregiudicato per reati di droga, era di recente scampato a un attentato. Secondo gli inquirenti a sparare sarebbero state due persone armate di mitragliette. Tra le ipotesi finora formulate quella della vendetta: nell’ottobre 2016 il figlio minorenne di Salvatore aveva ucciso un giovane del paese a colpi di pistola, omicidio per il quale il giovane è in carcere. Da Napoli altra notizia agghiacciante: un ragazzino di 15 anni, affiliato al clan Amato-Pagano, ha ucciso due altri ragazzi del clan “per dare l’esempio”, ovvero per punire iniziative – criminose – che erano state considerate troppo “autonome”. Di altra natura, ma non meno tragica, la notizia da La Spezia, dove, in una cava dismessa in località Acquasanta, sono stati ritrovati i corpi di due ragazzi albanesi poco più che maggiorenni. Secondo i primi accertamenti la morte risalirebbe ad almeno tre giorni fa. I due sarebbero precipitati, non si sa se in modo accidentale, dalla soprastante strada litoranea che porta alle Cinque terre, con un volo di 40 metri. Uno dei due giovani, 19enne, si chiamava Fabiol Kycyku, e su di lui c’era una denuncia di scomparsa.

Rapito: riappare in video su YouTube l’imprenditore bresciano Zanotti. Vicenda oscura e indagini in corso

È riapparso in video Sergio Zanotti, 56enne imprenditore bresciano scomparso ad aprile del 2016 e da più parti indicato come rapito in Siria da gruppi legati ad al Qaida. Nel filmato caricato su Youtube da un utente identificato come Abu Jihad, Zanotti appare in ginocchio, con una t-shirt azzurra in una stanza spoglia con due uomini vestiti di nero e armati di fucile alle sue spalle: “Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il secondo richiamo che mi lasciano fare”, dice. Zanotti era apparso per la prima volta in video a novembre scorso. L’imprenditore di Marone affermava di essere rapito “da sette mesi” e chiedeva l’intervento del governo italiano per evitare una sua “eventuale esecuzione”. L’imprenditore era scomparso dall’Italia ad aprile 2016 e si era recato in una regione della Turchia, confinante con la Siria. Le indagini, riservate, sono in corso.

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