Religiosi: p. Vattamattam (clarettiani), “estremamente urgente un cambiamento nel modo di formare i nostri giovani alla missione”

“Dopo 22 anni di esperienza nel campo della formazione, resto convintissimo che abbiamo bisogno di un cambiamento dei presupposti di base sul modo di formare i nostri giovani alla missione, oggi. Il contesto interculturale lo rende estremamente urgente”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Mathew Vattamattam, superiore generale della Congregazione dei missionari clarettiani (Cmf), intervenendo alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in corso a Roma. “La formazione alla vita sacerdotale/religiosa è tra le più lunghe per durata (tra i 9 e i 12 anni)”, ha osservato Vattamattam, rilevando che “in generale, gli approcci formativi si preoccupano per lo più di offrire un ‘contenuto’ piuttosto che fare attenzione al ‘processo’ di trasformazione dei candidati”. Inoltre “i programmi di formazione sono soprattutto intellettuali e informativi” facendo sì che “una persona può avere ottimi voti e aver compiuto studi specializzati in discipline ecclesiastiche senza che questi incidano nella sua vita personale”. A ciò si aggiunge che “i formatori sono meno dotati per capire e accompagnare i processi di maturazione dei candidati”; se “è più facile esigere la disciplina esterna”, dal punto di vista formativo “è più importante occuparsi di quello che accade nei candidati e di quello che fanno con essa”. “Spesso – ha riconosciuto Vattamattam – non abbiamo alcuna idea su come formare un missionario pio e impegnato”.

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