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Festival di Cannes: mons. Viganò (SpC), “raccontare la realtà aprendo un orizzonte di speranza” nella logica della “buona notizia”

Il cinema “ha un ruolo sociale significativo, come mezzo e soprattutto come arte, ovvero è in grado di raccontare la realtà, mostrandola da vicino, addentrandosi nelle pieghe carsiche del vivere dell’uomo, senza sottrarsi a sguardi complessi o problematici. Ma il cinema non dimentica di farsi anche portatore di una visione altra, di aprire nell’orizzonte squarci di luce”. Ne è convinto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e studioso di cinema e religione, intervenuto questa mattina all’incontro “Spiritualité et Cinéma”. All’evento, promosso nell’ambito del “Festival Sacré de la Beauté” (festivalsacredelabeaute.org) all’interno della 70ª edizione del Festival di Cannes (17-28 maggio), prende parte anche il regista tedesco Wim Wenders.

Il cinema, sottolinea Viganò, “è riuscito persino a spingersi sulle tracce dell’invisibile, di Dio, a cogliere manifestazioni della Sua misericordia nella storia dell’uomo”. Di qui il richiamo a  registi come Robert Bresson, Federico Fellini, Ken Loach, Jean – Pierre e Luc Dardenne e alle loro storie di disumanità ma anche di riscatto, e quindi di speranza. “Di questa urgenza di un racconto di speranza – rimarca il prefetto del dicastero vaticano -, ne parla proprio papa Francesco nel suo Messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà domenica 28 maggio” sul tema “Non temere, perché io sono con te (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Un titolo, spiega, scelto da Francesco “per richiamare l’attenzione di tutti gli operatori dei media e dell’informazione, della comunità tutta, a farsi promotori di un racconto vero e onesto, senza omettere fiducia nell’oggi e nel domani”. “Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”, l’esortazione del Papa. “È quello – conclude Viganò – che ci aspettiamo (sempre) dal buon cinema…”.

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