Papa Francesco: “Gesù cammina con tutte le persone sfiduciate che procedono a testa bassa”

“Il nostro Dio non è un Dio invadente”. Lo ha spiegato il Papa, commentando nell’udienza di oggi l’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus. “Anche se conosce già il motivo della delusione di questi due, lascia a loro il tempo per poter scandagliare in profondità l’amarezza che li ha avvinti. Ne esce una confessione che è un ritornello dell’esistenza umana: ‘Noi speravamo, ma…'”. “Quante tristezze, quante sconfitte, quanti fallimenti ci sono nella vita di ogni persona!”, ha esclamato Francesco, secondo il quale “in fondo siamo un po’ tutti quanti come quei due discepoli”. “Quante volte nella vita abbiamo sperato, quante volte ci siamo sentiti a un passo dalla felicità, e poi ci siamo ritrovati a terra delusi”, le parole del Papa: “Ma Gesù cammina con tutte le persone sfiduciate che procedono a testa bassa. E camminando con loro, in maniera discreta, riesce a ridare speranza”. “Gesù parla loro anzitutto attraverso le Scritture”, ha ricordato Francesco: “Chi prende in mano il libro di Dio non incrocerà storie di eroismo facile, fulminee campagne di conquista. La vera speranza non è mai a poco prezzo: passa sempre attraverso delle sconfitte. La speranza di chi non soffre, forse non è nemmeno tale”. “A Dio non piace essere amato come si amerebbe un condottiero che trascina alla vittoria il suo popolo annientando nel sangue i suoi avversari”, ha ammonito il Papa: “Il nostro Dio è un lume fioco che arde in un giorno di freddo e di vento, e per quanto sembri fragile la sua presenza in questo mondo, lui ha scelto il posto che tutti disdegniamo”.

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