G7: Oxfam, appello per le carestie in Sud Sudan, Yemen, Somalia e Nigeria. “30 milioni di persone senza cibo”

Un appello al leader del G7 che si riuniranno nel fine settimana a Taormina perché affrontino le carestie che minacciano di lasciare senza cibo 30 milioni di persone in Sud Sudan, Yemen, Somalia e nel nord-est della Nigeria. “Il primo passo da compiere è stanziare circa la metà – 2,9 miliardi di dollari – dei fondi richiesti dall’Onu per far fronte alle più gravi emergenze umanitarie che il mondo stia vivendo oggi”. Lo chiede oggi Oxfam, alla vigilia del summit di Taormina, ricordando che ad oggi la comunità internazionale ha destinato solo il 30% dei 6,3 miliardi di dollari richiesti dalle Nazioni Unite per le carestie. Secondo le stime di Oxfam se ogni governo del G7 facesse la sua parte, “si potrebbe arrivare a coprire quasi la metà dei fondi necessari per portare cibo e aiuti fondamentali alla popolazione”. A livello globale – denuncia l’organizzazione umanitaria – la condizione di grave insicurezza alimentare è aumentata del 40% negli ultimi due anni:  “Le crisi in Sud Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria sono frutto di un evidente fallimento politico, ed è quindi necessaria una vera leadership politica per risolverle – ha detto Winnie Byanyima, direttrice generale di Oxfam International –. I leader del G7 non possono lasciare Taormina senza aver prima definito soluzioni politiche chiare e stanziato gli aiuti necessari per evitare una catastrofe umanitaria senza precedenti. La vita di milioni persone è a rischio dove la carestia è già realtà: se i leader G7 visitassero questi Paesi potrebbero rendersi conto da soli di quante persone oggi muoiano per fame, guerra, malattie. Un fatto inaccettabile in un mondo di abbondanza come il nostro”. Tra le altre richieste di Oxfam – “cessate il fuoco nei Paesi in conflitto”, cambiamenti climatici e disuguaglianze sociali – la richiesta “di sviluppare, congiuntamente, politiche per proteggere e tutelare la dignità ed il rispetto dei diritti umani delle persone migranti, e non solo la sicurezza dei propri confini”, dichiara Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia.

 

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