Convegno Camillianum: p. Sandrin, “la pastorale della salute è essenzialmente ecumenica e può diventare un terreno di incontro”

“La pastorale della salute è essenzialmente ecumenica e può diventare un terreno di incontro in cui si provano nuove collaborazioni perché nessuna forma di cooperazione è più capace di aggregazione di quella che si pone al servizio delle persone in ciò che è per loro più caro e vitale, la promozione e la difesa della vita e della salute”. Lo ha affermato padre Luciano Sandrin, camilliano, intervenendo al Convegno ecumenico “Nella malattia e nella sofferenza le Chiese sono più vicine (a 500 anni dalla riforma di Lutero)”, in svolgimento all’Istituto internazionale di Teologia pastorale sanitaria “Camillianum” di Roma. “Accanto a chi soffre, al malato e a chi muore la Chiesa si riscopre comunità sanante, segno e strumento di una guarigione che ‘salva’ l’uomo nella sua interezza”, ha proseguito Sandrin, per il quale “le esperienze legate alla salute e alle varie forme del guarire (curare, prendersi cura, consolare, confortare) sono ‘luoghi’ non solo di espressioni pastorali e teologiche storicamente assodate, ma anche ‘luoghi generativi’ di riflessioni teologiche e di espressioni pastorali rinnovate”. “Accanto a chi soffre, a chi è malato e a chi muore – ha concluso il camilliano – le Chiese possono riscoprire quella dimensione materna, relazionale, accogliente e generativa che le vivifica e le avvicina”.

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