Trump a Gerusalemme: custode Patton, “cammino di pace coinvolga tutto il Medio Oriente”. Il racconto della visita al Santo Sepolcro

“A Trump abbiamo espresso l’auspicio che il cammino di pace continui e coinvolga tutto il Medio Oriente. Come leader religiosi abbiamo assicurato la nostra preghiera per la pace. Questa è la nostra missione. Compito dei Capi di Stato e delle diplomazie è quello di lavorare concretamente per la pace”. Così padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, racconta al Sir l’incontro avuto ieri con il presidente Usa, Donald Trump, durante la visita alla basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il Custode, con il patriarca greco-ortodosso Teofilo e un rappresentante della Chiesa armena, ha accolto l’inquilino della Casa Bianca, che era con la moglie Melania, all’ingresso della basilica accompagnandolo all’interno. “Il presidente americano e sua moglie – dichiara padre Patton – hanno visitato la basilica ascoltando con attenzione tutte le spiegazioni del luogo. Arrivato davanti l’edicola del Santo Sepolcro è entrato sin dentro, dove si è fermato per un momento di raccoglimento. Trump e la moglie – aggiunge il Custode – hanno visitato anche il Calvario. Ho visto la signora Melania particolarmente attenta e coinvolta, interessata anche da un punto di vista religioso”. Al termine della visita al Santo Sepolcro il presidente americano si è spostato al Muro del Pianto, per una visita “in forma privata”. Con quella a Gerusalemme e in Arabia Saudita, prima tappa del suo viaggio che lo porterà oggi a Roma, dove domani sarà ricevuto da Papa Francesco, “Trump ha voluto esprimere – dice il Custode – rispetto nei confronti delle tre grandi religioni che si richiamano ad Abramo”.

L’intenzione del presidente Usa di sconfiggere il terrorismo e rilanciare il processo di pace tra israeliani e palestinesi coinvolgendo anche le tre religioni – islamica, ebraica e cristiana – trasformandole in strumenti di dialogo piuttosto che divisione, è per padre Patton “un approccio che potrebbe aiutare la causa della pace, nonostante l’accordo sulle commesse militari stipulato con l’Arabia Saudita. Si tratta – rimarca il francescano – delle contraddizioni presenti nell’agire. In ogni caso tutti, ieri, all’arrivo di Trump, e penso al presidente israeliano Rivlin, al premier Netanyahu, hanno sottolineato il contributo delle tre religioni alla pace. Quel contributo da sempre auspicato da Papa Francesco che insiste sulla necessità del dialogo per estromettere le componenti fondamentaliste e radicali e far emergere così la radice genuina delle fedi che si richiamano ad Abramo e che affonda nella pace. Parole che oggi hanno un’attualità ancor più stringente alla luce dell’attentato di Manchester”. Oggi Donald Trump è impegnato a Betlemme, in Cisgiordania, dove è stato accolto dal presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas). L’attesa visita alla basilica della Natività, secondo quanto riferito al Sir da padre Patton, non si terrà probabilmente “per la fitta agenda di impegni del presidente Usa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy