G7: Focsiv, appello ai leader “decisioni coraggiose per il bene dell’umanità e del creato”

Le 80 Ong aderenti alla Focsiv rivolgono un appello al presidente del consiglio Paolo Gentiloni ed ai leader dei G7 perché “assumano decisioni coraggiose per il bene dell’umanità e del creato” in linea con quanto espresso dalla Coalizione italiana contro la povertà (di cui Focsiv è parte) e dai rappresentanti della società civile dei G7. “Ricordiamo che i Paesi del G7 sono tra i principali responsabili del debito ecologico e che quindi devono muoversi verso la giustizia climatica, applicando urgentemente gli impegni presi con l’Accordo di Parigi, ed essere anzi ancora più ambiziosi. Retrocedere ora significherebbe lasciare milioni di uomini, donne e bambini in balia dei disastri ambientali causati da un modello economico insostenibile, creare nuovi profughi ambientali e tensioni sociali”, si legge nell’appello. Focsiv è in prima linea nella campagna mondiale per il disinvestimento da fonti fossili e per il reinvestimento in fonti rinnovabili, accompagnando la transizione energetica e stimolando la finanza sostenibile del mondo cattolico. Già 700 istituzioni hanno disinvestito più di 5.500 miliardi di dollari. Nelle comunità cristiane d’Italia si sta svolgendo una vasta azione di sensibilizzazione e alcune istituzione cattoliche si sono decisamente impegnate a investire soltanto in fonti rinnovabili. Focsiv appoggia la proposta italiana dell’Iniziativa di Taormina per nuovi impegni finanziari del G7 per la sicurezza alimentare dei Paesi in via di sviluppo, “ancor di più se focalizzata a rafforzare la sovranità alimentare delle popolazioni più vulnerabili, a partire dai piccoli contadini”. Focsiv appoggia anche l’impegno italiano sulla mobilità umana e chiede “che il G7 assuma la sua responsabilità con urgenza e decisione, di fronte alla strage di uomini, donne e bambini che si perpetua ogni anno nel Mare Mediterraneo così come in altri confini del pianeta”, stabilendo “corridoi sicuri e regolari per tutte quelle persone che fuggono da guerre e da crescenti insicurezze”.

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