Assemblea Cei: card. Bagnasco, “insieme abbiamo camminato e parlato alle nostre comunità e al Paese”

“La gratitudine ai Papi che mi hanno dato fiducia, da Benedetto XVI al Santo Padre Francesco”. È la prima “parola a conclusione di questi dieci anni nei quali sono stato chiamato a servire l’Episcopato Italiano in qualità di presidente”, pronunciata dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nella prolusione con cui ha aperto la seconda giornata dell’assise dei vescovi, in corso nell’Aula Nuova del Sinodo. “Al Romano Pontefice, con il quale il nostro episcopato gode di un legame unico, rinnovo a nome mio e dell’intero corpo episcopale leale obbedienza e sincero affetto”, ha proseguito il cardinale: “La sua parola e la sua testimonianza sono per noi indirizzo e sprone, e per il presidente riferimento sicuro”. “Spesso ho detto che il mio programma sono i confratelli da ascoltare con umiltà e rispetto, attento a promuovere il dialogo, lo scambio, la fiducia e a proporre sintesi alte”, ha ricordato Bagnasco: “Da subito, ho concepito il mio compito come un servizio alla fraternità e alla comunione, rispetto alle quali la Cei è una struttura di servizio”. Poi “un ringraziamento cordiale ai Segretari Generali che si sono succeduti”, dal cardinale Giuseppe Betori a monsignor Mariano Crociata e a monsignor Nunzio Galantino: “Senza di loro il servizio sia alla presidenza che all’intero corpo episcopale sarebbe rimasto inefficace”, il tributo di Bagnasco, che con loro ha espresso “un grazie sincero a direttori, aiutanti di studio e personale tutto dei nostri uffici”. Quindi Bagnasco ha ricordato il cardinale Attilio Nicora, recentemente scomparso, artefice del sistema di sostegno economico alla Chiesa cattolica e di sostentamento del clero. Un applauso si è levato dai vescovi.

“La domanda incomprimibile è se potevo fare di più e meglio per amare tutti e ciascuno: altri risponderanno meglio di me”, le parole del cardinale, secondo il quale “quando nulla si cerca, nel segreto dell’anima prendono casa la serenità e la pace”. “A noi pastori – ha puntualizzato Bagnasco – spetta il compito di lavorare con retta intenzione e con tutto l’impegno possibile: il risultato è nelle mani di Dio che tutto vede e feconda”. “Insieme abbiamo camminato e parlato alle nostre comunità e al Paese”, il bilancio: “La vicinanza alle persone ci ha permesso di conoscerne la vita reale e di dar voce a speranze, preoccupazioni e dolori del popolo. Questa prossimità ci ha consentito, a volte, di anticipare gli eventi, come quando – nel 2007 – abbiamo registrato pubblicamente che erano tornati i pacchi viveri nelle nostre parrocchie, segno di ciò che sarebbe presto accaduto: la grande crisi”. Per il presidente della Cei, “la gente ha sempre riconosciuto che i loro vescovi ci sono e sanno farsi eco rispettosa e autorevole in ogni sede, senza interessi personali o di parte. Sempre ci hanno accompagnato le parole di sant’Agostino: ‘Dio parla in tutta libertà anche per mezzo di uomini timidi’”.

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