Siria: padre Alsabagh (parroco Aleppo), “ricevute quasi 700 richieste per riparare case e 190 per avviare attività commerciali”

“Il futuro è nebbioso, sappiamo che la guerra è lunga: basta vedere l’esempio dell’Iraq o del Libano, dove il conflitto non cessa a distanza di molti anni e regna il caos. Nonostante il realismo, siamo positivi e certi della vittoria della vita sulla morte, della carità sull’odio. Teniamo sempre aperto il cuore, sicuri che Gesù avrà l’ultima parola; come cristiani ci sentiamo responsabili di creare il regno dei cieli e diventare ponte di riconciliazione, perdono, pace”. Lo dice al Sir padre Ibrahim Alsabagh, parroco della parrocchia latina di san Francesco di Assisi nel quartiere di Azizieh ad Aleppo, facendo un punto sulla situazione della città martire siriana. Continua il parroco: “Davanti alla distruzione, pensiamo alla ricostruzione. Abbiamo ricevuto quasi 700 richieste per riparare case danneggiate o distrutte e 190 per avviare un’attività commerciale: ci sono tanti giovani valorosi e con esperienza che non riescono a ricominciare a lavorare. Ne abbiamo aiutati 140, con la speranza che acquisiscano indipendenza dagli aiuti umanitari: per esempio abbiamo pagato per un anno l’affitto di una panetteria-pasticceria a un giovane, cui abbiamo acquistato anche macchinari usati ma in buono stato. Ora compriamo da lui i dolci per i bambini e le famiglie che distribuiamo alle feste”. Per il parroco, “prima di tutto è indispensabile ricostruire l’uomo. Le ferite sono molto profonde negli adulti e in particolare nei piccoli, ecco perché abbiamo avviato un progetto d’istruzione che aiuta le scuole private cattoliche e ortodosse della città: il livello d’istruzione non deve abbassarsi, gli insegnanti devono essere retribuiti e il Governo non dà sovvenzioni. La scuola è indispensabile affinché i bambini non subiscano ulteriori traumi: alcuni professori sostengono che ora si vedono i primi risultati della guerra e la nuova generazione è persa. I ragazzi sono resistenti al processo educativo, sono maltrattati, violenti, parlano di morte e mostrano enormi disagi psicologici. Per rinascere puntiamo proprio sui bambini: oltre alla scuola, ci dedichiamo all’oratorio estivo, in partenza il 1° giugno, e al catechismo, con gite e campi gioco, in modo da scoprire i talenti, promuoverli e permettere loro di vivere in armonia”.

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