Ong e migranti: p. Zerai (Habeshia), “si chiede all’Africa di morire in silenzio, lontano dagli occhi”

“Quello che si chiede all’Africa è di morire in silenzio, senza fare rumore, lontano dalla vista dei cittadini europei: non sia mai che si turbino e venga loro in mente di fare azione umanitaria”. Così padre Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, commenta sulla sua pagina Facebook le conclusioni della Commissione Difesa del Senato sui soccorsi in mare ai migranti da parte delle Ong. A suo avviso l’obiettivo era arrivare a dire “stop ai corridoi umanitari delle Ong” invece di guardare alle “cause dell’esodo dall’Africa”. “Ora la colpa è di queste Ong che mostrano al mondo tutta questa umanità disperata – afferma – o carica di speranza verso il futuro” che “rischiano perfino la vita per tentare di cambiare il proprio destino”. Questi migranti, conclude con amarezza, “turbano le nostre coscienze assopite o atrofizzate. Bisogna tenerli lontano: occhio non vede, cuore non duole”.

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