Sette: Bocchino (Polizia di Stato), “gli obiettivi principali dei capi sono sempre sesso e soldi”

Quel che interessa le Forze di polizia in relazione alla prevenzione e repressione di crimini in ambito magico, occultistico e satanico “non è il pensiero filosofico o dottrinario che è dietro a una setta, ma se nell’attuazione di quel pensiero si verifichino violazioni della legge”. Lo ha detto Maria Carla Bocchino, primo dirigente della Polizia di Stato e già direttore della Squadra anti sette, intervenuta oggi al corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto Sacerdos  e dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna). Individuando alcune categorie principali all’interno delle quali confluiscono le sette, Bocchino ha spiegato che le più diffuse sono le psicosette o i movimenti del potenziale umano che promettono di accrescere le capacità personali con azioni di purificazione: “Gli obiettivi principali dei capi sono sempre due: sesso e soldi”, ha spiegato, ma il fatto che gli adepti siano in larga misura maggiorenni consenzienti che “non hanno consapevolezza dell’abuso” limita la capacità di intervento delle Forze di polizia. Una delle forme più preoccupanti, ha aggiunto, è il cosiddetto “Satanismo acido” che coinvolge in prevalenza giovani: “Sono gruppi che nascono e muoiono nel momento in cui vengono identificati, ma sono anche molto pericolosi perché possono contare su una forte propaganda attraverso i social network e, non avendo alcuna strutturazione o riferimento di pensiero, possono facilmente degenerare in azioni distruttive dell’individuo”. Basti pensare al caso delle Bestie di Satana o al delitto di Chiavenna.

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