Tratta: Ramonda (Comunità Giovanni XXIII), “vogliamo una legislazione che preveda la punibilità del cliente”

foto Siciliani-Gennari/SIR

“Trenta anni fa, quando don Oreste Benzi ha iniziato a girare per le strade, alle ragazze chiedeva non ‘quanto vuoi?’ ma ‘quanto soffri?’”. Così ha parlato Giovanni Ramonda, responsabile della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ricordando il fondatore dell’opera durante la Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017″ che si è svolta ieri sera a Roma. “Lo scorso 12 agosto – ha continuato – Papa Francesco ci ha incitato a camminare, continuare a camminare per incontrare le vittime della prostituzione”. “Vogliamo chiedere una legislazione che preveda la punibilità del cliente – ha affermato Ramonda -. Nessuna donna nasce prostituta ma viene costretta, umiliando la sua dignità. Questa Via Crucis – ha concluso con un augurio – porti a tutte le donne costrette alla schiavitù un segno di speranza che giunga presto la loro Pasqua di resurrezione”. Lungo le sette stazioni che hanno composto la Via Crucis, la Croce di Cristo è stata trasportata da rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine e, oltre ai brani del Vangelo di Marco, sono state lette alcune testimonianze di ragazze salvate dallo sfruttamento in strada. “Per trenta denari sono stata comprata. Mi hanno tradito. Ormai più nessuno mi verrà a salvare”, ha detto una di loro attraverso la voce di alcuni volontari. E poi un’altra: “Sono caduta nella trappola dei potenti manipolatori, maltrattata ogni notte dai protettori e soprattutto dai clienti. Per tanti anni percossa senza potermi difendere. Io sono rimasta la prostituta da colpire da giudicare e poi da condannare”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy