Immigrazione: Habeshia, no “migration compact” e accordi conseguenti

“No ai migration compact e agli accordi conseguenti”: lo chiede l’agenzia Habeshia guidata da padre Mussie Zerai, commentando la risoluzione dell’Europarlamento con cui condanna l’uso dei cosiddetti “migration compact”, gli accordi attraverso i quali, per bloccare i flussi migratori, l’Unione europea e numerosi Stati membri (compresa l’Italia), esternalizzano il più a Sud possibile i confini dell’Europa, dandone “in gestione” la vigilanza ai governi africani o mediorientali contraenti, in cambio di finanziamenti descritti come aiuti o contributi allo sviluppo e alla cooperazione. L’Agenzia Habeshia chiede perciò al governo e al parlamento italiano di “revocare il recente accordo sottoscritto con il governo di Tripoli guidato da Fayez Serraj e il conseguente patto con circa 60 tribù del sud della Libia, rivolti a bloccare o a rimandare in Africa i migranti, a prescindere dalla loro volontà e dalla sorte stessa che li attende. Perché questo è violazione dei diritti fondamentali dell’uomo”. Analoghi “provvedimenti di annullamento” sono richiesti per “tutte le intese sottoscritte negli ultimi mesi o in via di completamento: ad esempio, Sudan, Mali, Gambia, Niger”. Habeshia chiede inoltre di “ritirare prima dell’approvazione definitiva alla Camera il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione, che è palesemente in linea e anzi completa i ‘migration compact’, riesumando i Cie (più volte condannati a livello europeo) per moltiplicare le espulsioni e introducendo una palese violazione della Costituzione, istituendo una ‘giustizia speciale’ ed eliminando uno dei gradi di giudizio per i ricorsi presentati contro l’eventuale rigetto delle domande di asilo o contro i decreti di respingimento forzato, con l’unico obiettivo di accelerare al massimo le procedure”.

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