Decreti attuativi “Buona scuola”: Trani (Fism), “anche la paritaria venga inserita tra i destinatari delle misure”

Dovranno essere emanati entro il 17 aprile, pena la loro decadenza definitiva, gli otto decreti legislativi attuativi (Dlgs) della legge 107/2015 sulla Buona scuola, che lo scorso 17 marzo hanno ottenuto i pareri delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato dopo il via libera della Conferenza unificata. Il Governo dovrebbe approvarli nel Consiglio dei ministri del 7 aprile, per portarli successivamente alla firma del capo dello Stato. Gli otto decreti riguardano importanti snodi del sistema scolastico: sistema integrato 0 6 anni (tra scuola dell’infanzia e nidi), istruzione professionale, formazione e reclutamento docenti, diritto allo studio, sostegno e inclusione disabili, valutazioni ed esami, scuola italiana all’estero, promozione della cultura umanistica. Sono perplesse le associazioni rappresentative della scuola paritaria, secondo le quali negli schemi dei decreti non viene quasi mai specificato che le misure proposte riguardano l’intero sistema integrato e non solo quello statale. Malgrado la scuola dell’infanzia paritaria accolga circa il 41% dei bambini italiani e rappresenti il 72% di tutta la scuola paritaria, Antonio Trani, segretario aggiunto della Fism, spiega al Sir che in alcuni passaggi lo schema di decreto “sembra rivolgersi prettamente alla sola scuola statale”, contraddicendo la legge 62/2000, in base alla quale “il sistema nazionale d’istruzione ricomprende sia le scuole statali sia le scuole paritarie”. Alcuni elementi “debbono essere integrati e sviluppati nell’articolato per un’esigenza di maggiore chiarezza” e per evitare “contenziosi”. Di tutti i suggerimenti presentati alle Commissioni parlamentari, tra cui la proposta di un sistema di convenzionamento per quanto riguarda il sostegno economico, “è stato accolto molto poco”, dice Trani. “Tuttavia – conclude – stiamo continuando ad insistere: abbiamo inviato le nostre proposte di integrazione anche al Governo chiedendo di tenerne conto nella stesura finale”.

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