Siria: attacco chimico a Idlib. Card. Zenari (nunzio), “è ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire. Accertare le responsabilità”

“Non si hanno parole davanti a fatti così deplorevoli. È ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”. Così il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, condanna l’attacco chimico contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato, almeno 72 morti, di cui 20 bambini, e centinaia i feriti. “Non è la prima volta che la gente viene colpita da gas tossici”, rimarca il cardinale in un’intervista al Sir. Fatti simili sono un segno chiaro dell’avvitamento diplomatico della crisi siriana nella quale sono coinvolte le più grandi potenze mondiali. “Io ho vissuto questa crisi dal primo giorno fino ad oggi. È un conflitto che è andato aggravandosi e complicandosi. Difficile anche da capire. All’inizio sembrava una guerra civile ma è soprattutto una guerra per procura fomentata da interessi re-gio-na-li (qui il nunzio scandisce bene la parola, ndr), da sottolineare interessi e divergenze regionali e poi anche internazionali”. “È difficile pensare a una soluzione. Tutti speriamo e preghiamo per questo. Ma che ci sia almeno una svolta, un cambio di direzione. La direzione fino ad oggi è andata in giù, verso il basso, il profondo dell’inferno. È urgente vedere un percorso di risalita, ma fatti come quelli di ieri, purtroppo, non ci danno nessuna idea di un cambio sostanziale visibile di svolta”.

“La chiave di una soluzione anche umanitaria – ribadisce il card. Zenari – è quella politica. Prima di arrivare alla chiave politica il primo passo è quello di far cessare le armi. Almeno arrivare al cessate-il-fuoco per poi lavorare a piene mani alla soluzione politica. Sarà lunga, ma almeno bisogna cominciare a fermare la violenza. Così sarà un po’ più fattibile la distribuzione di aiuti umanitari. In tutte le parti del Paese”. Circa la responsabilità dell’attacco a Idlib, il nunzio è chiaro: “La comunità internazionale ha i mezzi per accertare le responsabilità e vedere la verità dei fatti. Essa deve metterli in atto per fermare questa violenza. I responsabili vanno trovati perché ne rendano conto”. Qualche effetto positivo sulla crisi siriana potrebbe averlo, afferma il cardinale, la prossima visita di Papa Francesco in Egitto: “Il proseguimento del dialogo interreligioso potrà dare un grande apporto. Se le tre grandi religioni monoteiste lavorano insieme questo non potrà che far bene per la pace e riverserà su questi Paesi effetti benefici. Il dialogo tra le fedi qui è la chiave della riconciliazione e della pace”.

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