Donna uccisa a Caltagirone: mons. Peri (vescovo), con fiaccolata stasera “un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza. Non assuefarsi al femminicidio”

La morte di Patrizia Formica, uccisa nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 aprile a Caltagirone, troverà questa sera una “risposta unanime e responsabile” nella fiaccolata organizzata dalla comunità cristiana calatina “per lei e per tutte le altre donne vittime di violenza”. Con la preghiera la diocesi risponde al brutale omicidio della donna di 47 anni, accoltellata dal compagno che, pare, volesse interrompere la loro storia. A fissare l’appuntamento è il vescovo, mons. Calogero Peri, che in una nota a sua firma spiega che “lungo il percorso, dalla parrocchia San Pietro, riferimento per la famiglia di Patrizia, attraverso via Roma e fino alla cattedrale, il corteo si snoderà silenziosamente, per opporre alla sofferenza e allo sgomento che pervade l’anima dei congiunti, degli amici e della intera cittadinanza un segnale forte di prossimità e solidarietà, che dica coralmente un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza”. “Il femminicidio, di cui la cronaca sta narrando impietosamente dettagli e particolari da consegnare alle indagini competenti – aggiunge mons. Peri -, è vicenda tristissima e incresciosa, a cui è obbligo non assuefarsi; e soprattutto è sintomo inquietante di profondi disagi spirituali e culturali, e di baratri di sofferenze e umane fragilità, che sconvolgono i territori molto delicati della dinamica dei sentimenti. Se la cronaca ama parlare di situazioni ‘virali’, per la ormai incredibile frequenza con cui esse si avverano, ogni intelligenza pensante sa di doversi fare, in nome del bene dei nostri figli e delle generazioni future, testimoni più seri e credibili di futuro e di speranza”.
Per il presule, “essere aperti e solidali non è sufficiente, se non seguono risposte strutturali a ogni livello per sconfiggere la sensazione di smarrimento e la diffusa percezione di essere quasi traditi da una vita insensata e minacciati dall’imprevedibilità di regole e comportamenti che non vanno nella direzione della possibile gioiosa condivisione nel lottare e camminare insieme”. “La chiamata di tutti a tracciare insieme percorsi di rispetto e legalità, di amore per il mistero della vita, al di là di qualunque steccato religioso, ideologico, politico e culturale”, conclude mons. Peri, è in fondo “il significato sostanziale della Pasqua cristiana che si avvicina e offre a tutti la ennesima possibilità di ‘ripartire’, andando oltre le tentazioni disperate, illuminati da orizzonti possibili di speranza”.

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