Bullismo: Corradi (“Avvenire”), “una punizione non basta. Occorre ricominciare”

“Chi ha fatto del male va punito. Ma una punizione non basta. Occorre, a quindici anni, ricominciare”. È quanto afferma, rispetto al bullismo, Marina Corradi sul numero odierno di “Avvenire”, aprendo la rubrica “Le nostre voci” con la quale dialogherà con i lettori. Rispondendo ad una lettera nella quale viene commentata la proposta rivolta da Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival, d’invitare i responsabili dell’atto di bullismo avvenuto a Mugnano a seguire in veste di giurati, con colui che è stato loro vittima, la prossima edizione del Festival, Corradi si dice favorevole all’idea perché “si può ricominciare partendo da una bellezza. Guardando, attraverso il cinema per giovani, le facce degli altri, le loro sfumature, gli occhi: restando attenti, il cellulare spento, le chiacchiere da bar zittite”. “Nell’età in cui si smette di essere bambini – spiega – occorre trovare un senso forte alla vita. Ai tempi della mia adolescenza c’era la politica, a cogliere buona parte di questa domanda, e molti ne furono presi, e alcuni finirono male”. “A quindici anni veramente il cuore degli uomini domanda qualcosa di grande, magari senza consapevolezza”, prosegue Corradi, rilevando che “è successo spesso che ragazzi tolti alla strada trovassero, dietro a un volto buono, una fede profonda”. “Un volto che li sfidi a capire di cosa hanno bisogno”, osserva, aggiungendo che “può essere un professore, un prete, un compagno. Qualcuno che abbia il loro destino a cuore, davvero”. Tornando alla proposta di Gubitosi, per Corradi si tratta di “un gesto eclatante ma paterno, il gesto di uno che pensa ai figli”. “E quanto abbiamo bisogno, in questo tempo, di padri e maestri”, conclude.

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