Suicidio e tentato omicidio di Volterra: Emanuele (Famiglie separate cristiane), “puro gesto di follia. Al figlio resteranno lividi per tutta la vita”

“Follia: puro gesto definibile solo come tale. Pensiamo, come genitori con orrore a questa tragedia e al figlio coinvolto così duramente nella vicenda, con lividi che rimarranno per tutta la vita”. È il commento di Ernesto Emanuele, presidente di “Famiglie separate cristiane”, al tentato omicidio-suicidio, a Montecatini val di Cecina, non lontano da Volterra, di un padre separato e del figlio, non ancora nove anni, nel quale l’uomo ha perso la vita e il figlio si è salvato. Emanuele denuncia le difficoltà che “molte famiglie, toccate dalla separazione, vivono quotidianamente, e che vorremmo venissero prese in considerazione, perchè non si tratta di casi isolati… e ci sono in mezzo dei figli”. Così il presidente di “Famiglie separate cristiane” sottolinea: “Uno dei due coniugi, quello collocatario, quasi sempre la madre, si è trasferita con il figlio a 500 km di distanza (e di casi del genere ne abbiamo avuti tanti). Difficoltà, immaginiamo, seguendo altri casi che si sono rivolti a Famiglie separate cristiane in questi trent’anni, difficoltà a vedere il figlio e a fare il padre, difficoltà per fissare gli appuntamenti per le visite al bambino! Supponiamo quante volte sì sarà recato da Castelfiorentino ad Afragola e non avrà trovato nessuno in casa, o gli avranno detto che il bambino era malato o che il bambino non voleva vederlo”. “Pare – conclude Emanuele – che il padre non riuscisse a vedere nemmeno la pagella del figlio e per vederla si è dovuto rivolgere al tribunale”.

 

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