Funerali mons. Ciliberti: mons. Bertolone (Catanzaro), “nell’appartenenza e nel servizio alla Chiesa ha trovato il senso della vita”

La personalità di mons. Antonio Ciliberti è stata “essenzialmente ecclesiale, perché nell’appartenenza e nel servizio alla Chiesa ha trovato tutto il senso della vita; e anche se i suoi ambiti di servizio sono stati diversi, come si evince dalle note biografiche, nelle tre diocesi ove ha operato, come vescovo, è sempre stata quella personalità di chi poneva intelligenza e cuore al servizio della Chiesa, per l’edificazione di comunità cristiane autentiche”. Così l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolonem durante le esequie dell’arcivescovo emerito mons. Antonio Ciliberti, morto sabato scorso a Roma dopo un intervento chirurgico. Mons. Ciliberti – ha aggiunto mons. Bertolone – “fu sostenuto in ciò da robuste radici: la famiglia, il paese, San Lorenzo del Vallo, la diocesi. A queste origini (luoghi e persone) tornava volentieri, sicuro di rigenerarsi e attingere nuova linfa per il servizio alla Chiesa”. Le persone ordinate e consacrate sono nella Chiesa – ha spiegato il presule dopo aver ripercorso le principali tappe della vita del suo predecessore – “segni visibili ed efficaci di Gesù pastore attraverso i quali il Signore vivente continua a essere presente e a guidare la sua Chiesa: ed è ciò che mons. Ciliberti si è sforzato di fare con il suo magistero, i diversi interventi, i messaggi alla città e le lettere pastorali”. La “similitudine del pastore buono è quella che più gradiva e certamente quella che più gli si addiceva e lo dimostrano le sue visite pastorali alle parrocchie e alle realtà ecclesiali del territorio mediante le quali egli come buon pastore appunto, ha conosciuto e incontrato i fedeli, donando loro gioia e seminando speranza nel cuore di tanti sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici che ne conservano ancora oggi un ricordo vivo”.

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