Primo maggio: Acli in piazza a Bologna “dalla parte dei lavoratori”

“La festa del primo maggio è l’occasione per ribadire da che parte stare. Le Acli ribadiscono la propria vocazione a stare dalla parte dei lavoratori”. È quanto afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, in occasione della Festa del 1° maggio. “Questa scelta – aggiunge – significa perseguire la giustizia sociale, il diritto di cittadinanza e avere a cuore le sorti del nostro Paese”. Per ribadire questo impegno, lunedì Rossini sarà in piazza Maggiore, a Bologna per la giornata “Dalla memoria al futuro delle donne. Tra lavoro, diritti e legalità” in cui si vivrà un momento particolarmente toccante con il ricordo del 70° anniversario della strage di Portella della Ginestra. “Il ricordo del dramma siciliano – aggiunge il presidente delle Acli – porta con sé una serie di significati, dallo storico al politico, dal sindacale all’esistenziale”, osserva il presidente delle Acli, secondo cui “quello che vogliamo sottolineare in questo momento è che il lavoratore deve riconquistare dignità. Spesso, in ambiti professionali, la riconoscibilità del lavoro è commisurata con la retribuzione. Pertanto, chiediamo a gran voce che il lavoro venga sempre retribuito e non diventi uno strumento di ricatto. Perché una verità va detta: in questo momento, il lavoro non manca. Mancano i soldi per retribuirlo”. Al lavoro, le Acli dedicheranno l’annuale incontro nazionale di studi in programma dal 14 al 16 settembre a Napoli: “La rivoluzione digitale sta incrementando la cultura dello scarto”, afferma Santino Scirè, responsabile nazionale del lavoro per le Acli, secondo cui “è necessario un intervento a livello legislativo e regolativo che sappia interpretare e tradurre le istanze che emergono da un mercato del lavoro in rapida trasformazione”.

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