Macedonia: Krastev (analista politico), “l’Ue non deve lasciare la regione. Altre potenze ne possono approfittare”

“L’Ue ha, di fatto, lasciato la Macedonia. Non bisognava abbandonare l’adesione dei Balcani occidentali, perché questi territori rischiano di ricadere nei conflitti di 16-17 anni fa. La prospettiva europea era una speranza per queste popolazioni e una garanzia del loro sviluppo democratico”, dichiara ancora al Sir l’analista politico Nikolay Krastev commentando gli scontri violenti nel Parlamento macedone di ieri sera. A suo avviso, “ripiegata su se stessa e sui propri problemi, l’Ue ha abbandonato la regione e in questo modo si creano dei vuoti che altre potenze mondiali come la Russia e la Turchia sono pronte e riempire”. Nella notte il presidente Gjorge Ivanov ha convocato un incontro dei leader dei partiti rappresentati nel Parlamento in giornata, ma fino a questo momento i socialdemocratici e il partito degli albanesi hanno rifiutato di partecipare ritenendo che il Presidente della Repubblica sia corresponsabile del caos e per questo non potrebbe essere un mediatore di pace e di stabilità. “Purtroppo la crisi è destinata a durare, speriamo che magari con l’intervento degli Stati Uniti e dell’Ue si giunga presto a una soluzione democratica e pacifica. Gli altri scenari prevedono prospettive molto preoccupanti, che abbiamo già visto succedere nei Balcani”.

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