Diocesi: mons. Giulietti (Perugia), “immensamente grati a papa Francesco per la proroga al card. Bassetti”

Il vescovo ausiliare di Perugia, monsignor Paolo Giulietti esprime a papa Francesco, a nome di tutta la Chiesa diocesana, presbiteri, religiosi e laici, “immensa gratitudine per aver lasciato alla guida della nostra comunità un pastore buono, saggio e premuroso come il cardinale Gualtiero Bassetti”, sottolineando che “si tratta anche di un gesto di riguardo del Santo Padre verso la città di Perugia che avrà ancora un cardinale come arcivescovo”.
Il comunicato arriva all’indomani della lettera con cui papa Bergoglio ha prorogato il mandato del card. Bassetti alla guida dell’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, con la formula “donec aliter provideatur” (finché il Papa non dispone diversamente), dopo la rinuncia, da lui presentata per raggiunti limiti di età, al compimento dei 75 anni, il 7 aprile.
Il cardinale Bassetti prosegue dunque la sua missione di pastore della Chiesa perugino-pievese. “Svolgere il mio ministero di prete in una parrocchia di periferia…, fu l’esperienza più bella della mia vita di prete”, ha scritto il porporato al Papa nella sua lettera di rinuncia, consegnata personalmente al Santo Padre nella seconda metà di marzo scorso e comunicata al clero in occasione della Messa Crismale. Nella lettera, il porporato ha ripercorso in breve le tappe salienti della sua vita, interamente donata a Dio e alla Chiesa, attraverso un susseguirsi di “chiamate” a incarichi sempre più impegnativi. Come uno scout, è stato pronto ogni volta a riempire il suo “zaino” per ripartire per nuove mete. La più ardua è stata quella di aver condotto al sacerdozio, per undici anni, come rettore del Seminario maggiore di Firenze, tanti giovani. Questi anni sono stati per don Bassetti un “tempo di grazia, in cui ho sperimentato la mia povertà e inadeguatezza dinanzi ad una missione che mi ha sempre spaventato”. Infine, ricorda il cardinale, la “sorpresa” della porpora: “Mi trovavo in periferia ad amministrare le cresime, quando una donna venne in sacrestia per dare l’annuncio; non le credetti e la trattai male. Mi comportai come gli Apostoli all’annuncio della Resurrezione di Gesù da parte delle donne… Anche questo servizio lo sto vivendo in pace, e sento che non è ‘un onore, un vanto e un privilegio'”.
“Ora, lo zaino lo devo ‘caricare’ ancora di più – conclude Bassetti nella lettera –, perché il Signore mi sta orientando verso la meta finale. Sono pronto a lasciare tutto, anche le cose più belle, perché non voglio trascurare la mia anima”.

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