Rapporto giovani 2017: gli interventi di Rosina, Giannini, Tajani. “Un debito nei confronti delle nuove generazioni”

(da Milano) “I ragazzi italiani hanno in comune tanti problemi, tra cui una trasversale e radicata sfiducia nei confronti delle istituzioni, considerate ancora troppo lontane dai bisogni del mondo giovanile. Tra gli effetti di questo sistema, c’è l’obbligo per molti giovani che puntano all’indipendenza di chiedere un aiuto economico alla famiglia d’origine”. Lo ha detto Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica e coordinatore scientifico del Rapporto giovani, illustrando questo pomeriggio a Milano i dati del dossier 2017 dal titolo “La condizione giovanile in Italia”, realizzato dall’Istituto Toniolo. “Secondo Eurostat – ha aggiunto Rosina – siamo il Paese dell’Unione europea con la più alta incidenza di Neet, cioè di giovani che non studiano e non lavorano: in Italia si tratta di circa il 20% della popolazione giovanile”.
Nel corso del seminario di questo pomeriggio, ha preso la parola anche l’editorialista de La Repubblica, Massimo Giannini. “Papa Francesco – ha affermato Giannini – ha sottolineato più volte l’importanza di prendersi cura dei giovani, ricordando che abbiamo un debito nei loro confronti. Verrebbe voglia di ripetere la lezione del fondatore di Apple, Steve Jobs, che invitava i ragazzi a essere folli e intraprendenti. Il problema, è che a forza di essere affamati o folli si rischia di finire alla mensa della Caritas o sul lettino di uno psicanalista”. Su posizioni simili anche Cristina Tajani, assessore alle politiche del lavoro del Comune di Milano. “Per capire le esigenze dei giovani, abbiamo bisogno di strumenti efficaci come questo rapporto – ha detto Tajani -. È necessario creare un dialogo tra la politica e le nuove generazioni, affinché non perdano altra fiducia verso le istituzioni”.

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