Libertà di stampa: Rsf, indipendenza dei media inconsistente in Corea del Nord, Siria, Turkmenistan ed Eritrea

Pluralismo, indipendenza dei media, rispetto della sicurezza e della libertà dei giornalisti sono a livelli inconsistenti in Siria, Turkmenistan, Eritrea e soprattutto Corea del Nord (180° posto): sono loro al fondo della classifica sulla libertà di stampa appena pubblicata da Reporters sans Frontieres. A ruota li seguono Cina e Vietnam, dove ci sono “le più grandi prigioni del mondo per giornalisti e blogger”. Nella zona “nera” anche l’Africa del Nord, il Medio Oriente e Cuba (173° posto). L’Europa dell’Est (Bulgaria, Macedonia, Russia, Bielorussia, Turchia) e l’Asia centrale appartengono alla zona “rossa” sulla cartina, dove la situazione è “difficile”. Nella zona arancione ci sono numerosi Paesi europei con “problemi significativi”: Italia (52°), Polonia (54°) e poi in crescendo Bosnia, Serbia, Ungheria, Croazia, Albania, Grecia. L’Europa è la regione in cui “i media sono più liberi”, ma registra “il più forte peggioramento dell’indice globale” negli ultimi cinque anni. Quanto all’Italia: recuperate 25 posizioni dopo l’assoluzione dei giornalisti del Vatikleaks 2, resta il Paese europeo in cui c’è il maggior numero di giornalisti minacciati da organizzazioni mafiose e criminali; inoltre “molto inquietante” è il livello di “violenze perpetrate contro i giornalisti (intimidazioni, provocazioni e minacce)” e “alcuni politici, come Beppe Grillo,” non esitano “a rivelare pubblicamente l’identità di giornalisti che li infastidiscono” e che “optano sempre più per l’auto-censura”.

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