Biotestamento: Crupi (Osp. San Pio da Pietrelcina), “inammissibili obblighi su temi eticamente sensibili”

“Siamo certi che il legislatore e la buona politica consentiranno agli ospedali cattolici di essere fedeli alla missione dei loro fondatori, senza imporre obblighi che non si giustificano da nessun punto di vista”. È l’auspicio espresso da Domenico Crupi, direttore generale dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina, in merito alla nuova legge sulle Dat. “Neanche uno stato laico, liberale e democratico, può sottrarsi al dovere di contemperare i vari diritti, nel pieno rispetto della diversità e del sentire di tutti, senza violare la storia, la missione, i valori ispiratori, in altri termini i carismi fondativi, di organizzazioni che hanno fatto la storia sanitaria di questo paese”, il grido d’allarme di Crupi, che ricorda come “le posizioni degli ospedali cattolici sul morire con dignità, sull’eutanasia, sull’accanimento terapeutico e sul principio di proporzionalità delle cure sono o dovrebbero essere ben note e sono state da ultimo ancora ribadite nella Nuova Carta degli Operatori Sanitari, a cura del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute”. “Ciò che laicamente colpisce – la denuncia – è la norma, in conseguenza della quale anche le strutture sanitarie cattoliche, convenzionate con il Servizio Sanitario regionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall’applicazione delle norme sul biotestamento che non siano coerenti con i carismi fondazionali, che costituiscono l’essenza dei servizi erogati, compresi in molti casi anche gli aiuti economici, l’assistenza e l’ospitalità alle famiglie dei malati, come nel caso dell’Ospedale di San Pio da Pietrelcina”. Niente, conclude Crupi, giustifica “l’imposizione di obblighi su temi eticamente sensibili, se non ricorrendo a forme ricattatorie”.

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