Pasqua 2017: mons. Santoro (Taranto), “superare le minacce contro la salute, il lavoro e le altre precarietà che abbiamo inflitto alla nostra terra”

“La Pasqua cristiana non ci vuol far evadere dal dolore per distrarci dalla violenza dell’Isis o dai venti di guerra che spirano nel mondo, compresa l’Europa. La Pasqua ci mette di fronte ad un fatto, ad una pietra che è stata ribaltata e a delle persone che hanno incontrato vivo, il Nazareno che era stato ingiustamente crocifisso e questi ha fatto loro toccare le sue piaghe gloriose ed ha cominciato a cambiare il cuore e tutta la vita. La Pasqua è un modo diverso, nuovo di stare nelle circostanze, come il Signore ci è stato: senza arroganza, con compassione e persino con amore ai nemici”. Così l’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, nel messaggio di auguri pasquali alla comunità ionica. “Vi chiedo ancora una volta di pregare per tanti fratelli nel mondo che muoiono e sono perseguitati per il semplice fatto di portare il nome di Cristo. E anche per tutte le vittime del terrorismo, della violenza contro le donne, dell’arroganza dei potenti. E per quanti sono smarriti nel vuoto delle droghe, nell’angustia dello sfruttamento, della malattia, della contaminazione dell’ambiente, della disoccupazione e di un lavoro precario. Nel male, negli inferi il Signore è sceso, si è fatto vicino e ci ha offerto il suo abbraccio”. Infine, un richiamo alle fragilità del capoluogo ionico: “Bisogna lottare per superare le minacce contro la salute, il lavoro e le altre precarietà che abbiamo inflitto alla nostra terra”.

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