Venerdì Santo: mons. Tisi (Trento), “non possiamo chiamare madre una bomba. La Chiesa ha la croce come madre”

“Non possiamo chiamare madre una bomba. La Chiesa ha la croce come madre”. Nel Venerdì Santo, mentre si alzano nuovi venti di guerra, l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, ha guidato la liturgia della passione e morte del Signore in cattedrale. Nell’omelia il presule ha parlato di “apice del paradosso”: “Mentre riviviamo la passione di Gesù di Nazareth che muore gridando ‘Tutto è compiuto’, c’è chi esalta i formidabili risultati di una bomba chiamata ‘madre’. Una madre genera vita. Rifiutiamo con forza anche solo l’idea che a uno strumento di morte venga dato il titolo di madre. Impressiona che il lessico della vita possa essere utilizzato con tanta tranquillità per definire le armi”.
Di fronte al crocifisso, “per quanto questa scelta del Dio di Nazareth – ha aggiunto Tisi – possa sembrare assurda, i tragici scenari della nostra umanità – dove il tanto sognato villaggio globale si sta trasformando in una rete insanguinata di barriere, che non risparmia nessun angolo del mondo – dimostrano che il Gòlgota non è tomba, ma grembo della vita”. I soldati, che sotto la croce giocano a dadi, sono per l’arcivescovo di Trento un riferimento al “mercato che sembra gettare la sorte su tanti uomini e donne a cui è preclusa ogni scelta sul proprio destino. Ma quei dadi – sottolinea – evocano anche la grande piaga del gioco d’azzardo che sta segnando pesantemente la vita di tante famiglie”. E ha concluso: “La Chiesa, avendo la croce come madre, non deve temere le fatiche, talora drammatiche, della sua fedeltà. I tanti martiri di oggi ne sono prova”.
Questa sera, l’arcivescovo presiederà la Via Crucis nella basilica di S. Maria Maggiore (ore 20.30); domani, Sabato Santo, sempre in Santa Maria confesserà i fedeli per tutta la giornata, prima di celebrare la risurrezione di Gesù nella Veglia pasquale in cattedrale con inizio alle ore 21. Durante la Veglia saranno battezzati due adulti, che riceveranno poi nella stessa liturgia anche Prima Comunione e Cresima. Sono ventuno in tutta la diocesi gli adulti che domani sera riceveranno il battesimo. Il gruppo più consistente (tredici) a Rovereto nella parrocchia della Sacra Famiglia.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy