Iraq: De Filippi (Msf), a Mosul effetti su civili “devastanti”

I combattimenti a Mosul continuano e le conseguenze mediche e umanitarie per la popolazione sono devastanti. Nel proprio ospedale traumatologico a Mosul sud, Medici senza frontiere ha ricevuto in poco più di un mese e mezzo oltre 1.400 pazienti, per la maggior parte feriti di guerra, di cui la metà sono donne e bambini sotto i 15 anni. Negli ultimi tempi la situazione è più calma, ma continuano ad arrivare 20-30 persone ogni giorno. “Sono abituato a lavorare in contesti di guerra, ma il conflitto urbano che in questo momento sta distruggendo Mosul ovest resterà per sempre nelle mie emozioni” ha detto in una video-testimonianza Loris De Filippi, presidente di Msf da poco rientrato da Mosul dove era coordinatore dell’emergenza. “Delle volte arrivavano nel nostro ospedale moltissime persone, anche 30-40 feriti, nello stesso momento. Delle volte arrivavano i cadaveri degli attacchi suicida o dei bombardamenti. È stato molto complesso ma siamo riusciti a portare le nostre strutture sanitarie il più vicino possibile al conflitto”. Il pronto soccorso di Msf a Mosul funziona 24 ore al giorno per fornire cure mediche salvavita d’emergenza. Il flusso dei pazienti è costante e ognuno di loro porta storie terribili. Intere famiglie uccise. “I pazienti che trattiamo sono quelli ‘fortunati’, che riescono a raggiungere le strutture sanitarie” ricorda De Filippi. Le persone vengono colpite durante gli scontri quando le linee del fronte raggiungono i loro quartieri o mentre cercano di fuggire. Nelle aree controllate dallo Stato Islamico a volte passano giorni prima che i feriti possano raggiungere le strutture sanitarie di Mosul sud. Tante sono anche le persone ferite da mine e residui bellici rimasti sul campo, tra cui i bambini. “È una guerra urbana ad alta intensità scagliata contro una popolazione in trappola. Il nostro ospedale è circondato da case distrutte. Tutti sono a rischio” conclude De Filippi: “A parte le ferite, lo stato in cui arrivano i pazienti è allarmante. Molti di loro vivono sotto assedio da mesi, non mangiano da giorni, sono spaventati e frastornati. Arrivano a piedi, coperti di fango, dopo aver attraversato di notte le linee del fronte. E ora vediamo anche bambini malnutriti che hanno bisogno di cure specifiche.”

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