Usura: Simeone (Insieme contro l’azzardo), “urgente l’apertura dell’assistenza a famiglie, disoccupati, giovani e pensionati”

È arrivato il momento di aprire un serio confronto al fine di estendere la protezione dello Stato in favore di tutti i soggetti danneggiati dal reato di usura ed estorsione. L’applicazione della normativa di protezione nei soli confronti delle attività imprenditoriali prevista dall’art. 14 della legge 108/96, che esclude le famiglie e tutti coloro che non sono operatori economici, non può continuare a persistere. Una limitazione in favore delle sole imprese ha i tratti dell’incostituzionalità. È quanto emerso dalla giornata seminariale del Comitato di solidarietà organizzata dal prefetto Domenico Cuttaia, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative in favore delle vittime delle richieste estorsive e dell’usura, che si è tenuta ieri presso il ministero dell’Interno. “È diventata urgente l’apertura dell’assistenza alle famiglie, ai disoccupati, ai giovani e ai pensionati che si indebitano ad usura a causa della crisi economica o perché affetti da gioco d’azzardo patologico, magari per aver perso il lavoro – ha dichiarato Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, in rappresentanza della Consulta nazionale antiusura e delle 29 Fondazioni Antiusura -. Sono oltre un milione le famiglie sovraindebitate a rischio usura che non riescono ad emergere dallo stato di povertà. Migliaia di queste persone finiscono nella morsa dell’usuraio e da questo momento sono lasciate sole dallo Stato”. Di qui la richiesta da parte di Simeone alle Istituzioni di provvedere ad una modifica legislativa che consenta a tutti i soggetti senza alcuna distinzione di poter usufruire dei benefici economici messi a disposizione dallo Stato con l’art. 14 della legge 108/96.
“Il mio auspicio – ha affermato mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura – è che tutte le prefetture d’Italia e i rappresentanti delle istituzioni e della politica prendano atto della necessità di aprire il Fondo di solidarietà ex art. 14 della legge 108/96 in favore di tutte le persone vittime di usura indistintamente, senza fare discriminazione tra gli imprenditori e non. Tutti i cittadini hanno pari dignità nonché lo stesso diritto alla solidarietà”.

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