Osservasalute 2016: disavanzo aumenta a 1 miliardo e 202 milioni. Vaccinazioni sotto il minimo

Per la prima volta dal 2005, nel 2015 il disavanzo sanitario nazionale appare superiore rispetto a quello dell’esercizio precedente e ammonta a un miliardo e 202 milioni di euro contro gli 864 milioni di euro del 2014 (in netta diminuzione rispetto ai 1,744 miliardi del 2013). Lo afferma il Rapporto Osservasalute 2016 presentato oggi al Policlinico Gemelli di Roma. “Relativamente fragile”, commentano i curatori della ricerca, “l’equilibrio conseguito da molte regioni”. Probabilmente “le politiche di contenimento dei costi attuate negli ultimi anni stanno esaurendo le proprie potenzialità”. Scende la mortalità riconducibile ai servizi sanitari – rispetto al biennio 2010-2011, negli anni 2012-2013 è passato da 75,14 a 72,93 per 100.000, pari a una diminuzione del 3,03% – anche se permangono disparità tra Nord e Sud. Le regioni con il più forte decremento sono Valle d’Aosta (-14,74%), la Provincia autonoma di Trento (-10,59%) e Molise (-10,14%), mentre le regioni con il decremento più lieve sono il Lazio (-0,50%) e la Calabria (-0,54%). La prevenzione di secondo livello – vaccinazioni e screening – presenta un quadro di luci e ombre: in crescita la quota di coloro che aderiscono ai programmi di screening, mentre risulta in calo quella che si sottopone ai vaccini, soprattutto tra gli anziani. La copertura media delle vaccinazioni obbligatorie (poliomielite, difterite, tetano ed epatite B) nel 2015 scende al 93,4%, valore al di sotto dell’obiettivo minimo stabilito dal Piano nazionale vaccinale fissato al 95%.

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