Papa Francesco: Motu Proprio “Sanctuarium in Ecclesia”, competenze sui santuari trasferite al Pontificio Consiglio per la promozione nuova evangelizzazione

Con la lettera apostolica in forma di Motu Proprio, “Sanctuarium in Ecclesia”, resa nota oggi, ma che porta la data dell’11 febbraio 2017, memoria liturgica di Nostra Signora di Lourdes, Papa Francesco ha deciso di trasferire al Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, guidato dall’arcivescovo Rino Fisichella, le competenze sui santuari che erano finora attribuite alla Congregazione per il clero. “Il santuario – si legge nel testo – possiede nella Chiesa una grande valenza simbolica e farsi pellegrini è una genuina professione di fede” e “la pietà popolare, che è una autentica espressione dell’azione missionaria spontanea del Popolo di Dio trova nel santuario un luogo privilegiato dove poter esprimere la bella tradizione di preghiera, di devozione e di affidamento alla misericordia di Dio inculturati nella vita di ogni popolo”.

La Chiesa, scrive Papa Francesco, “è chiamata a valorizzare pastoralmente le mozioni del cuore che si esprimono attraverso le peregrinazioni ai santuari e ai luoghi di devozione”. Da qui la decisione del Papa di “trasferire al Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione le competenze che, in virtù dell’art. 97, 1 della Costituzione apostolica Pastor Bonus, erano finora attribuite alla Congregazione per il clero e anche quelle previste nell’art. 151 della medesima Costituzione riguardo ai viaggi per motivi di pietà, senza pregiudizio, però, dei compiti delle legittime autorità ecclesiastiche e di quelli che, in virtù di leggi speciali, spettano ad altri organismi nei confronti di determinati santuari”. “In avvenire – stabilisce il Papa – sarà compito del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione: l’erezione di santuari internazionali e l’approvazione dei rispettivi statuti; lo studio e l’attuazione di provvedimenti che favoriscano il ruolo evangelizzatore dei santuari e la coltivazione in essi della religiosità popolare; la promozione di una pastorale organica dei santuari come centri propulsori della nuova evangelizzazione; la promozione di incontri nazionali e internazionali per favorire un’opera comune di rinnovamento della pastorale della pietà popolare e del pellegrinaggio verso luoghi di devozione; la promozione della specifica formazione degli operatori dei santuari e dei luoghi di pietà e devozione; la vigilanza affinché’ venga offerta ai pellegrini, nei luoghi di percorrenza, una coerente e sostenuta assistenza spirituale ed ecclesiale che permetta il maggiore frutto personale di queste esperienze; la valorizzazione culturale e artistica dei santuari secondo la via pulchritudinis quale modalità peculiare dell’evangelizzazione della Chiesa”.

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