Violenza sulle donne: Zingaretti (Regione Lazio), “per combatterla serve rivolta culturale, tutti possiamo fare qualcosa”

“Per combattere la violenza sulle donne non basta l’impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Serve una reazione, una rivolta culturale. Tutti possiamo fare qualcosa”. Lo afferma Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, nel suo saluto all’incontro “Prepotenza e paura. La dignità della donna contro la violenza” promosso dal Cortile dei Gentili, organismo presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, e da Giuliano Amato con l’obiettivo di favorire il dialogo tra credenti e non credenti. L’appuntamento odierno, ospitato nel palazzo della Regione che ha concesso il patrocinio, rientra progetto del “Cortile degli studenti”, che si propone di dialogare con i ragazzi dell’ultimo triennio di scuola superiore. Zingaretti ricorda l’impegno del suo governo: “Per  evitare che una donna dopo la violenza subita possa sentirsi sola abbiamo ampliato l’offerta di centri antiviolenza e pensato ad una misura per restare accanto agli orfani di femminicidio. Stiamo mettendo in campo progetti di assistenza per le donne che hanno paura di tornare a casa, partendo da una valigia con l’occorrente che serve loro per essere accolte nelle nostre due case protette, ma prevedendo anche un percorso di inserimento nel mondo del lavoro”. Zingaretti non accetta la definizione “mostro” che “serve solo per metterci a posto la coscienza”. “Si tratta di mariti, fidanzati, padri che vivono tra noi. Quello che serve è un confronto culturale, come quello di oggi, occorre far crescere una riflessione affinché questi episodi vengano marginalizzati”. Per questo la Regione ha lanciato un concorso per gli studenti delle scuole del Lazio e invitandoli a disegnare dei fumetti contro la violenza sulle donne. Quelli dei dieci finalistisono stati raccolti in una pubblicazione distribuita oggi.
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