Morbillo: Villani (Società italiana pediatria), “vaccinazione necessaria. Subordinare interesse personale a salute collettiva”

“Con l’immissione del calendario vaccinale nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) entrati in vigore lo scorso 18 marzo, le Regioni sono tenute a far rispettare il calendario stesso”. Lo dice al Sir Alberto Villani, responsabile del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatria. Intervistato sull’allarme morbillo – nei primi tre mesi di quest’anno sono già stati registrati dal ministero della Salute 1.010 casi contro gli 844 di tutto il 2016, la maggior parte in Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana e Abruzzo – l’esperto sottolinea l’importanza di applicare in tempi brevi il piano nazionale vaccinale: “Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e società scientifiche devono vigilare affinché ciò avvenga”. “Non vaccinare i propri figli – avverte – mette a repentaglio anche la salute dei bimbi sotto il primo anno di età, come è accaduto nell’asilo nido di Milano, troppo piccoli per la vaccinazione che non può essere somministrata prima degli 11-12 mesi”. E al Bambino Gesù, tra i piccoli ricoverati, “ce n’è uno con una complicanza drammatica, la panencefalite sclerosante subacuta, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale causata dal virus contratto a 11 mesi”. Per Villani, “non c’è sufficiente consapevolezza della gravità del morbillo” e ad essere possibile bersaglio dei germi è una popolazione “sempre più fragile”, considerando il milione di bambini “nati fortemente prematuri o con cardiopatie o patologie neuromuscolari per le quali un tempo non sarebbero sopravvissuti”. “Nella sanità pubblica – conclude – non ci può essere spazio per decisioni individuali come quella di non vaccinare i figli: l’interesse personale deve essere subordinato al bene superiore della salute collettiva e alla protezione di tutta la comunità”.

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