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Brexit: Zartaloudis (Un. Birmingham), “tra Regno Unito e Ue o rottura completa o marcia indietro dei britannici”

“Non penso che la Gran Bretagna riuscirà a lasciare l’Unione europea e a trovare, nello stesso tempo, un nuovo accordo che le consenta accesso al libero mercato. È molto più probabile che vi sarà una rottura completa oppure che il Regno Unito farà un’inversione a ‘U’ e il Brexit verrà fermato”. Sotirios Zartaloudis, docente di politica all’università di Birmingham, commentando per il Sir l’avvio della procedura per il Brexit, spiega che “i populisti che si sono battuti per il Brexit hanno promesso un nuovo consenso, a breve tempo, tra il Regno Unito e la Ue, ma si tratta di una bugia perché, nei prossimi due anni, si discuterà dei soldi che i britannici devono all’Europa e dello status dei cittadini europei in Gran Bretagna e dei britannici negli altri ventisette Paesi ma non di un nuovo compromesso anglo-europeo per ottenere il quale occorre che il Regno Unito sia, prima, completamente separato dall’Europa”. “Il processo sarà lungo e complicato. Ci sono voluti sette anni per un patto con il Canada e vent’anni con i Paesi dell’est europeo”, aggiunge il professor Zartaloudis. “Vedo una situazione di crisi, con la Scozia e il nord Irlanda, ed è possibile che i conservatori più eurofili riescano a fermare Theresa May, che venga indetto un nuovo referendum sul Brexit e gli elettori votino per tornare nella Ue. Oppure il partito laburista potrebbe trovare un nuovo leader che chieda elezioni generali. Insomma tutto è possibile”.

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