Ragazza incinta uccisa nel Trevigiano: mons. Pizziolo (Vittorio Veneto), “grande pietà”. Urgente “educare i giovani a rapporti interpersonali autentici”

Immensa tristezza e grande pietà. Sono i sentimenti di monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, di  fronte all’assassinio della ventunenne incinta uccisa dall’ex fidanzato e ritrovata sulle colline del Trevigiano. “Provo un immenso senso di tristezza per questo dramma e di grande pietà nei confronti delle persone coinvolte: la giovane uccisa, il figlio che portava in grembo, i suoi familiari – afferma il presule in una dichiarazione al Sir -. Ma anche per il ragazzo che l’ha uccisa, il quale dovrà convivere per sempre con un gesto della cui gravità ben difficilmente, ora, si rende conto”. “Ciò che mi colpisce – le parole del vescovo – è la ripetitività con cui, nel rapporto affettivo uomo-donna, si attua un tragico schema nel quale quando la donna viene percepita come un intralcio alla realizzazione dell’uomo, essa viene fisicamente eliminata. Che si tratti di una donna che non intenda più proseguire una relazione affettiva o che si tratti invece, come in questo caso, di una donna che chiede che l’impegno affettivo continui o quantomeno riconosca le sue responsabilità, sembra che l’unico sbocco al conflitto sia l’omicidio. La persona che pur si pensava di aver amato, diventa una semplice ‘cosa’: un puro e semplice ostacolo da eliminare. Evidentemente ciò che avviene nel rapporto uomo-donna riflette ciò che avviene più ampiamente a tutti gli altri livelli delle relazioni umane”. Per mons. Pizziolo, “questo diventa una fortissima provocazione a chiederci come educare e accompagnare in modo particolare le nuove generazioni a stabilire rapporti interpersonali autentici, capaci di riconoscere e rispettare l’altra persona senza ridurla ad un oggetto da possedere o da eliminare”.

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