Papa Francesco: a leader Ue, c’è “scollamento” fra cittadini e istituzioni, ritrovare “armonia”

Vaticano, 24 marzo 2017: Papa Francesco incontra i leader Ue, in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma

Oggi c’è uno “scollamento affettivo” fra i cittadini e le Istituzioni europee, spesso “percepite lontane e non attente alle diverse sensibilità che costituiscono l’Unione”. A denunciarlo è il Papa, che nel discorso ai leader dell’Ue ha affermato che “l’Europa ritrova speranza quando l’uomo è il centro e il cuore delle sue istituzioni: di qui la necessità di un “ascolto attento e fiducioso delle istanze che provengono tanto dai singoli, quanto dalla società e dai popoli che compongono l’Unione”. “Affermare la centralità dell’uomo – ha spiegato Francesco – significa anche ritrovare lo spirito di famiglia, in cui ciascuno contribuisce liberamente secondo le proprie capacità e doti alla casa comune”. L’Europa è una “famiglia di popoli”, ha ricordato il Papa, e “come in ogni buona famiglia ci sono suscettibilità differenti, ma tutti possono crescere nella misura in cui si è uniti”. “L’Unione Europea nasce come unità delle differenze e unità nelle differenze”, ha proseguito Francesco: “Le peculiarità non devono perciò spaventare, né si può pensare che l’unità sia preservata dall’uniformità. Essa è piuttosto l’armonia di una comunità”, come recita una delle parole “cardine” dei Trattati stilati dai padri fondatori. “Oggi l’Unione Europea ha bisogno di riscoprire il senso di essere anzitutto ‘comunità’ di persone e di popoli”, la tesi del Papa, che ha esortato i presenti a cercare “quell’armonia nella quale il tutto è in ognuna delle parti, e le parti sono – ciascuna con la propria originalità – nel tutto”.

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